Bio

Mattatoio5 è un progetto che unisce musica elettronica e post-rock a interventi di danza, visual e performance di figuranti. Il collettivo, nato nel 2013 tra Padova e Venezia da Davide Truffo e Filippo De Liberali, appassionati di musica e arti visive, vede l’ingresso l’anno successivo di Tommaso Meneghello alla ricerca di nuove sperimentazioni vocali.

Nel 2015 esce CHEAP POP, il primo album autoprodotto dalla band che interpreta il tema del viaggio declinandolo in sette episodi visionari.

La voglia di cercare punti di vista diversi e creare nuove interazioni li spinge a collaborare con la scena teatrale locale.
Dal 2017 curano la sonorizzazione e il background video degli spettacoli multimediali:

  • FIX ME racconto per immagini e memorie sul tema dell’Alzheimer con Vasco Mirandola (attore e poeta padovano) e la danzatrice Samuela Barbieri, già performer nei loro live.
  • A MORSI viaggio nei testi della nuova poesia con Vasco Mirandola che racconta il disagio dei nostri tempi e disegna una mappa di resistenza attiva che propone dialogo, umanità e coraggio.
  • SALOME opera nella quale, grazie allo spirito di revisionismo femminista di Adeena Karasick (poetessa canadese di stanza a New York), la figura di Salomè è ricontestualizzata e celebrata attraverso l’uso di riferimenti che spaziano dai testi antichi fino ad arrivare alla cultura pop.

Parallelamente tra il 2018 e il 2019 la band crea ART SHELTER, curandone la direzione artistica.
Art Shelter nasce dal desiderio di favorire la connessione fra artisti e fruitori dell’arte. E’ un rifugio, un luogo fisico, in cui i talenti possono esprimersi e confrontarsi per dare nuova linfa alla scena indipendente. Grazie alla collaborazione con locali e realtà del territorio veneto si esibiscono musicisti di diverse estrazioni, espongono i loro progetti artisti visivi, performer, autori e critici musicali.

Incontri, esperienze e contaminazioni artistiche definiscono lo stile della band, si stratificano e diventano ESCAPES, il nuovo album in uscita a ottobre. Registrato lo scorso febbraio al Lesder Studio di Tommaso Mantelli con la produzione artistica di Amaury Cambuzat (Ulan Bator, FaUSt), è prodotto e mixato al Let Go Ego Studio di Napoli.
L’artwork è curato da Nicola Stefanato, fotografie di Nicola Paccagnella.

Il disco vede la collaborazione con Romina Salvadori (estAsia), Adeena Karasick (poetessa e scrittrice americana) e Bernardino Carbone alla batteria acustica.
I testi e le atmosfere si ispirano all’opera “Carceri d’invenzione” dell’artista incisore Giovanni Battista Piranesi, in cui le prospettive impossibili ci ricordano la dimensione astratta delle nostra esistenza umana.
Nella performance live queste pulsioni sono interpretate dalle visuals dall’artista digitale Igor Imhoff.